• LA MONTAGNA PERDUTA

    La Trentino School of Management (tsm) è una Scuola, costituita dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla CCIAA di Trento e dall’Università degli Studi di Trento, che opera nell’Alta Formazione per il settore pubblico e privato.  I saggi di alto pregio scientifico e didattico a corredo dei Master e delle attività formative della Scuola sono pubblicati in una Collana edita da Franco Angeli Editore. In tale contesto, si colloca il volume La Montagna Perduta, che pubblica il Rapporto di ricerca realizzato da un gruppo di lavoro (Gianfranco Cerea, Stefano Fantacone, Petya Garalova, Mauro Marcantoni, Antonio Preiti) e dal Centro Europa Ricerche (CER) su incarico di tsm, sul tema sempre attuale dello spopolamento delle aree montane e del rapporto conflittuale tra pianura e terre alte.

    Alla ricerca è premessa la Presentazione di Bruno Zanon, dall’esplicativo titolo Uno sguardo contemporaneo sulla montagna, a ben riassumere l’intento dell’opera. Seguono quindi talune Considerazioni Introduttive, a carattere interdisciplinare, affidate al metereologo Luca Mercalli (Dalle pendici del Monte Curt), al politologo Paolo Pombeni (La montagna e il governo dell’autonomia), all’antropologo Annibale Salsa (Il valore dell’autogoverno per le terre alte). Quindi, le tre Parti del Rapporto: La Parte Prima: Montagna e Pianura, il Grande Divario; la Parte Seconda: L’eccezione di Trentino – Alto Adige e Valle d’Aosta; la Parte Terza: L’autonomia che salva la Montagna. Infine, le Conclusioni: Contano le politiche, non l’orografia. L’Appendice è ricca delle elaborazioni statistiche e cartografiche a corredo del Rapporto.

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  • IL PUNTO SUL DANNO AMBIENTALE

    Il legislatore nazionale ha enunciato il concetto di danno ambientale sino dall’ormai lontano 1986. L’art. 19 della l. 39/1986 istitutiva del Ministero dell’ambiente, infatti, ne formulava una definizione opportunamente vasta: le conseguenze di qualunque comportamento umano contrario a norme giuridiche o ad atti amministrativi, di natura dolosa oppure colposa, che provochi danno, alterazione o deterioramento anche parziale dell’ambiente. Inoltre, indicava il Giudice ordinario quale giudice competente per le azioni di risarcimento del danno ambientale.

    La normativa ha trovato faticosa e sporadica applicazione.

    Nell’anno 2004, è intervenuta la direttiva 2004/35/UE che ha codificato per gli Stati membri un quadro giuridico per la responsabilità ambientale, basato sul principio «chi inquina paga».

    La direttiva definisce il <<danno>> come mutamento negativo misurabile di una risorsa naturale, o un deterioramento misurabile di un servizio di una risorsa naturale, che può prodursi direttamente o indirettamente. L’entità di tali effetti è da valutare in riferimento alle condizioni originarie, tenendo conto dei criteri dettati dalla direttiva stessa.

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  • DANNO AMBIENTALE, INTERVISTA ALL’AVV. MAURIZIO PERNICE

    di Enrico Spagnoli

    L’Avv. Maurizio Pernice è attualmente Direttore Generale presso la Direzione Generale per il clima e l’energia del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Qui di seguito l’intervista del Dott. Enrico Spagnoli sul tema sempre attuale del danno ambientale

    D: La Parte Sesta del codice dell’ambiente tratta la responsabilità per danni all’ambiente, la Parte Quarta la responsabilità per le bonifiche. La giurisprudenza ha spesso fatto fatica a comprendere dove finisse la disciplina del danno all’ambiente e dove iniziasse quella delle bonifiche. Non crede che sarebbe necessaria una razionalizzazione delle due Parti in modo che gli stessi principi generali si applichino ad entrambe?

    R.: Dunque, se si fa un’analisi, a livello comunitario c’è una sola disciplina sulla responsabilità derivante da danno ambientale – sia da inquinamenti che da altre fattispecie – che è disciplinata dalla direttiva 2004/35. Se però esaminiamo la norma comunitaria, anche al fine di valutare se le due discipline nazionali hanno una coerenza con la direttiva sulla responsabilità per danno ambientale, vediamo che la direttiva contiene un allegato dove sono indicate le misure di riparazione e individua misure di riparazione primaria, complementare e compensativa. Essa prevede che, nel caso di danni al suolo, non esistendo oggi a livello ordinamentale comunitario una disciplina sulla tutela e salvaguardia del suolo, la riparazione del suolo consista in interventi che eliminano i rischi sanitari connessi agli inquinanti presenti.

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  • QUARTO RAPPORTO AGROMAFIE: VERSO UN SISTEMA DI IDENTITA’ CERTIFICATA A TUTELA DI CONSUMATORI E PRODUTTORI ONESTI

    Lo scorso 17 febbraio presso la sede della Coldiretti di Roma è stato presentato il Quarto Rapporto sui Crimini Agroalimentari (altrimenti detto: Rapporto sulle Agromafie), elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

    Trattasi di un documento di particolare importanza, sia sotto l’aspetto della tutela della salute, sia sotto l’aspetto economico, poiché le contraffazioni alimentari costituiscono un pericolo di danno (o danno tout court) alla salute dei consumatori e nel contempo un ingiusto danno economico ai produttori onesti.

    Riteniamo che la valenza dell’iniziativa sia evidenziata al meglio dall’introduzione del Documento di Sintesi del Rapporto  – di cui riportiamo un estratto – che abbiamo avuto modo di leggere ed apprezzare.  Ne condividiamo appieno il contenuto che merita di essere meditato e che ci auguriamo sia di impulso all’introduzione del << sistema di identità certificata >>.

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  • TURISMO SOSTENIBILE NELLE ALPI

    Dal novembre 2014 la Repubblica Federale di Germania ha la Presidenza della Convenzione delle Alpi, funzione che il Governo federale tedesco gestisce insieme allo Stato Libero di Baviera, con particolare attenzione alla politica concernente il tema dell’ economia sostenibile nelle Alpi, anche nella prospettiva del turismo. Proprio su tale tema, la Presidenza tedesca della Convenzione delle Alpi, insieme allo Stato Libero di Baviera, ha organizzato per il prossimo 8 giugno 2016 la Conferenza Internazionale: << Turismo sostenibile nelle Alpi: una sfida (senza alternative) >>.

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  • …A PROPOSITO DEL DOPO EXPO 2015

    Come noto, Expo Milano 2015 lascia a propria eredità culturale la Carta di Milano: un documento il cui percorso è iniziato con la giornata “L’Expo delle Idee“, tenutasi  il 7 febbraio 2015.

    Trattasi di un documento partecipato e condiviso che richiama ogni cittadino, associazione, impresa, istituzione ad assumersi specifica responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto al cibo. La Carta è frutto di un intenso dibattito tra i maggiori esperti italiani e internazionali, volto ad identificare le principali questioni concernenti l’utilizzo sostenibile delle risorse del Pianeta. Essa rappresenta un atto di indirizzo internazionale e come tale è stato consegnato al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon, quale contributo ai lavori in sede di discussione sui Millennium Goals, per l’aggiornamento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, che proprio nel corrente mese di novembre 2015 saranno sostituiti dai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

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  • L’INCIDENTE MORTALE DI PRIOLO

    Come noto, ieri 9 settembre 2015, nello Stabilimento Eni-Versalis di Priolo è accaduto un tragico infortunio sul lavoro che ha causato la morte di due giovani operai.

    Come in tutte le morti sul lavoro, l’accadimento dimostra di per sé che qualcosa nella gestione delle procedure di prevenzione e sicurezza non ha funzionato e che quindi sussiste la “colpa giuridica” di qualcuno.

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  • DIRITTO DELL’AMBIENTE E RELIGIONE CATTOLICA

    Per l’ordinamento giuridico, il bene-ambiente è un bene pubblico, difeso dal legislatore comunitario e nazionale.
    Il diritto dell’ambiente – come noto – è l’insieme di norme generali e di leggi speciali appartenenti a differenti rami del diritto, che hanno quale fine comune la tutela del bene ambiente e la repressione di comportamenti lesivi di tale bene.  Il suo fondamento sta nei Programma di Azione in Materia di Ambiente varati dall’Unione Europea dall’anno 1973 ad oggi.

    Per la Chiesa Cattolica, la terra è la nostra casa comune, di cui avere “cura”. Con questo spirito, è stata emanata la Lettera Enciclica “Laudato si”“ di Papa Francesco., nel dichiarato intento di << riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta >>.

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