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Tag Archives: prevenzione

ECOREATI: CONDANNA O PREVENZIONE?

Il Dosssier  << Ecoreati nel codice penale: numeri e storie di una legge che funziona>>, presentato da Legambiente il 16 maggio 2017, è stato salutato dai commentatori che si occupano di temi ambientali, come testimonianza di un “bilancio positivo”. Ciò, sulla base del fatto che nel Dossier vengono elencati il numero di reati sanzionati nell’anno 2016, puntualmente indicando la Regione con maggiori ecoreati, quella con il maggior numero di denunciati, quella con il numero più alto di aziende coinvolte.

Errore clamoroso.

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ATTIVITA’ SOGGETTE A AUTORIZZAZIONI, LICENZE, S.C.I.A.: SI ALL’INFORMATIVA ANTIMAFIA

Con sentenza n. 565 del 9 febbraio 2017, la Sez. III del Consiglio di Stato ha confermato che anche le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o a s.c.i.a. soggiacciono alle informative antimafia.

A tal fine, rimarca la differenza tra “comunicazione antimafia” e “informativa antimafia”:
– la “comunicazione antimafia” è costituita da un’attestazione circa l’assenza di misure di prevenzione penale o condanne per alcuni gravi delitti. Essa è necessaria per il rilascio di autorizzazioni, licenze o a s.c.i.a. ed è autocertificabile dall’imprenditore:
– l’“informativa antimafia” è costituita invece da una valutazione del Prefetto sul rischio di infiltrazione mafiosa, fondata non solo sulle condanne ma anche su altri elementi (rapporti di polizia, cointeressenze economiche, frequentazioni).
L’informativa costituisce quindi uno strumento di prevenzione molto più avanzato. Essa era necessaria – secondo la precedente normativa – solo quando l’impresa doveva stipulare contratti con l’Amministrazione, ricevere sovvenzioni, o sfruttare economicamente beni pubblici.
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DANNO AMBIENTALE, INTERVISTA ALL’AVV. MAURIZIO PERNICE

di Enrico Spagnoli

L’Avv. Maurizio Pernice è attualmente Direttore Generale presso la Direzione Generale per il clima e l’energia del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Qui di seguito l’intervista del Dott. Enrico Spagnoli sul tema sempre attuale del danno ambientale

D: La Parte Sesta del codice dell’ambiente tratta la responsabilità per danni all’ambiente, la Parte Quarta la responsabilità per le bonifiche. La giurisprudenza ha spesso fatto fatica a comprendere dove finisse la disciplina del danno all’ambiente e dove iniziasse quella delle bonifiche. Non crede che sarebbe necessaria una razionalizzazione delle due Parti in modo che gli stessi principi generali si applichino ad entrambe?

R.: Dunque, se si fa un’analisi, a livello comunitario c’è una sola disciplina sulla responsabilità derivante da danno ambientale – sia da inquinamenti che da altre fattispecie – che è disciplinata dalla direttiva 2004/35. Se però esaminiamo la norma comunitaria, anche al fine di valutare se le due discipline nazionali hanno una coerenza con la direttiva sulla responsabilità per danno ambientale, vediamo che la direttiva contiene un allegato dove sono indicate le misure di riparazione e individua misure di riparazione primaria, complementare e compensativa. Essa prevede che, nel caso di danni al suolo, non esistendo oggi a livello ordinamentale comunitario una disciplina sulla tutela e salvaguardia del suolo, la riparazione del suolo consista in interventi che eliminano i rischi sanitari connessi agli inquinanti presenti.

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DIRITTO DELL’AMBIENTE E RELIGIONE CATTOLICA

Per l’ordinamento giuridico, il bene-ambiente è un bene pubblico, difeso dal legislatore comunitario e nazionale.
Il diritto dell’ambiente – come noto – è l’insieme di norme generali e di leggi speciali appartenenti a differenti rami del diritto, che hanno quale fine comune la tutela del bene ambiente e la repressione di comportamenti lesivi di tale bene.  Il suo fondamento sta nei Programma di Azione in Materia di Ambiente varati dall’Unione Europea dall’anno 1973 ad oggi.

Per la Chiesa Cattolica, la terra è la nostra casa comune, di cui avere “cura”. Con questo spirito, è stata emanata la Lettera Enciclica “Laudato si”“ di Papa Francesco., nel dichiarato intento di << riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta >>.

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La nuova disciplina dei reati ambientali

La nuova disciplina dei reati ambientali sarà oggetto del prossimo Convegno di Confindustria che si terrà il prossimo 7 luglio a Roma.

Anche il Comitato Affari Legali di Federchimica – di cui lo Studio Legale Pasqualini Salsa fa parte – si è occupato del tema, analizzando le criticità del nuovo testo normativo.

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L’introduzione di nuovi reati ambientali: sarà sufficiente a risolvere il problema?

di Umberto Blini

Evviva! Finalmente i reati ambientali d’ora in poi verranno puniti e non avremo più casi come l’Eternit!

Siamo davvero sicuri che sarà così?

Perché se da un lato questi reati potranno essere puniti (e quindi non passare in prescrizione come avvenuto per il caso Eternit), dall’altro non si discute di ciò che da sempre è fondamentale, il ruolo della prevenzione e della cultura.

Bisogna infatti ricordare che due dei pilastri su cui poggiano i principi e le norme del diritto ambientale sono quelli della consapevolezza e della responsabilizzazione.

Che fine hanno fatto questi temi che mirano a prevenire il problema?

Bisogna per forza aspettare che il disastro accada, prima di iniziare a parlarne e a prendere provvedimenti?

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Stopflood, intervista a Carlo e Massimo Vaccari: proteggere dai danni si può

di Paola Trapletti

Negli ultimi anni le alluvioni si sono fatte sempre più violente, improvvise e dannose, mettendo a rischio sia persone sia immobili. L’azienda Stopflood, con i suoi innovativi sistemi antialluvione, ha dato un nuovo significato alla parola prevenzione…

Qui di seguito, la nostra intervista al dottor Carlo Vaccari, Amministratore Unico della Stopflood. Continue reading

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