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LA MONTAGNA PERDUTA

La Trentino School of Management (tsm) è una Scuola, costituita dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla CCIAA di Trento e dall’Università degli Studi di Trento, che opera nell’Alta Formazione per il settore pubblico e privato.  I saggi di alto pregio scientifico e didattico a corredo dei Master e delle attività formative della Scuola sono pubblicati in una Collana edita da Franco Angeli Editore. In tale contesto, si colloca il volume La Montagna Perduta, che pubblica il Rapporto di ricerca realizzato da un gruppo di lavoro (Gianfranco Cerea, Stefano Fantacone, Petya Garalova, Mauro Marcantoni, Antonio Preiti) e dal Centro Europa Ricerche (CER) su incarico di tsm, sul tema sempre attuale dello spopolamento delle aree montane e del rapporto conflittuale tra pianura e terre alte.

Alla ricerca è premessa la Presentazione di Bruno Zanon, dall’esplicativo titolo Uno sguardo contemporaneo sulla montagna, a ben riassumere l’intento dell’opera. Seguono quindi talune Considerazioni Introduttive, a carattere interdisciplinare, affidate al metereologo Luca Mercalli (Dalle pendici del Monte Curt), al politologo Paolo Pombeni (La montagna e il governo dell’autonomia), all’antropologo Annibale Salsa (Il valore dell’autogoverno per le terre alte). Quindi, le tre Parti del Rapporto: La Parte Prima: Montagna e Pianura, il Grande Divario; la Parte Seconda: L’eccezione di Trentino – Alto Adige e Valle d’Aosta; la Parte Terza: L’autonomia che salva la Montagna. Infine, le Conclusioni: Contano le politiche, non l’orografia. L’Appendice è ricca delle elaborazioni statistiche e cartografiche a corredo del Rapporto.

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…A PROPOSITO DEL DOPO EXPO 2015

Come noto, Expo Milano 2015 lascia a propria eredità culturale la Carta di Milano: un documento il cui percorso è iniziato con la giornata “L’Expo delle Idee“, tenutasi  il 7 febbraio 2015.

Trattasi di un documento partecipato e condiviso che richiama ogni cittadino, associazione, impresa, istituzione ad assumersi specifica responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto al cibo. La Carta è frutto di un intenso dibattito tra i maggiori esperti italiani e internazionali, volto ad identificare le principali questioni concernenti l’utilizzo sostenibile delle risorse del Pianeta. Essa rappresenta un atto di indirizzo internazionale e come tale è stato consegnato al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon, quale contributo ai lavori in sede di discussione sui Millennium Goals, per l’aggiornamento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, che proprio nel corrente mese di novembre 2015 saranno sostituiti dai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

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Territorio

La Convenzione delle Alpi a 20 anni dalla sua nascita

MindinoA Feltre si è appena conclusa la Conferenza nazionale sulla Convenzione delle Alpi, tenuta in prospettiva della Presidenza di turno italiana: vediamo quali sono limiti e potenzialità di questo importante Trattato internazionale

di Annibale Salsa

Nell’anno 1991 a Salisburgo, importante città alpina conosciuta per i vicini giacimenti di salgemma, prendeva forma il Trattato internazionale denominato «Convenzione delle Alpi». A partire da questo storico evento, lo spazio alpino ha iniziato ad essere percepito come un’area strategica per un’idea di Europa più consapevole della centralità delle Alpi. La macroregione alpina ha incominciato ad assumere un significato diverso rispetto alla visione, ormai obsoleta, che la rappresentava. Una visione incentrata ancora sul logoro stereotipo della catena alpina come ostacolo naturale o frontiera militarmente strategica. Da barriera fra gli Stati nazionali, le Alpi hanno incominciato ad essere finalmente ripensate alla stregua di una cerniera di popoli, di lingue e di culture nel recupero, più o meno consapevole, del paradigma medievale delle “Alpi aperte”. Alpi porose e pacifiche, quindi, non più terreni di guerra.

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Ragionando sull’anno internazionale delle foreste: inselvatichimento e domesticità

Paesaggio, specchio riflettente delle comunità che vivono su di un determinato territorio; in sintesi, specchio identitario di noi stessi

di Annibale Salsa

L’anno 2011 è stato l’anno internazionale delle foreste. L’attenzione al ruolo dei boschi diventa strategica in una fase della stori ambientale, come la nostra, in cui lo sfruttamento forestale a livello mondiale (grandi foreste pluviali) ha subito una forte accelerazione a causa dell’effetto moltiplicatore delle tecnologie industriali al servizio della speculazione commerciale. Proprio queste nuove tecnologie mettono a rischio la sopravvivenza dei grandi polmoni della Terra quali sono le foreste.

Ancora una volta, è il dominio incontrastato della tecnica, legata agli interessi dell’economia del no limits, a condizionare pesantemente l’etica.

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