PROGETTAZIONE E SICUREZZA DEL LAVORO

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L’esperienza quotidiana ricorda che ancora oggi è sottovalutato, se non disatteso, il principio per cui l’elemento sicurezza è fondamentale in ogni tipo di progettazione e intervento.

A questo proposito, la III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza 15 giugno 2015, n. 2941 è ancora intervenuta di recente, ritenendo legittima l’esclusione dalla gara di una società che non ha indicato i costi della sicurezza aziendale, che costituiscono elemento essenziale per la certezza, la determinazione e la congruità dell’offerta.

Nel caso di specie, la società aveva indicato una percentuale dello 0,0%, in violazione delle norme imperative e inderogabili di cui agli artt. 80 e 87 del d.lgs. 163/2006 e 26 del d.lgs. 81/2008. In particolare, il comma 5 dell’art. 26 d.lgs. 81/2008 prevede che: << Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni (…). E i costi di cui al primo periodo non sono soggetti a ribasso (…). >>

La violazione di questo obbligo può essere contestata dall’organo di vigilanza, che può impartire apposita disposizione, al fine di vincolare il trasgressore all’adempimento dell’obbligo.

La mancata indicazione dei costi della sicurezza  – oltre ad evidenziare sul versante civilistico una causa di nullità del contratto – può indicare significative carenze del DUVRI ed anche una palese violazione di quella attività di cooperazione e coordinamento espressamente richiesta dal comma 2, art. 26 cit.

La nozione di “costi della sicurezza” deriva dalla legislazione prevenzionistica dettata per i cantieri mobili e temporanei – oggi nell’Allegato XV paragrafo IV d.lgs. 81/2008 – che può appunto essere utilizzato proficuamente e analogicamente per definire i costi per la sicurezza di cui all’art. 26 comma 5 cit.

Né si dimentichi il parere espresso dalla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture con la determinazione del 5 marzo 2008 sulla  <<Sicurezza nell’esecuzione degli appalti relativi a servizi e forniture. Predisposizione del documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI) e determinazione dei costi della sicurezza>>.

 

 

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