L’INCIDENTE MORTALE DI PRIOLO

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Come noto, ieri 9 settembre 2015, nello Stabilimento Eni-Versalis di Priolo è accaduto un tragico infortunio sul lavoro che ha causato la morte di due giovani operai.

Come in tutte le morti sul lavoro, l’accadimento dimostra di per sé che qualcosa nella gestione delle procedure di prevenzione e sicurezza non ha funzionato e che quindi sussiste la “colpa giuridica” di qualcuno.

E’ però assolutamente sbagliato e scorretto – su questi presupposti – iniziare il solito lamento di dolore, accusando pregiudizialmente tutti (e soprattutto l’ENI, indicata genericamente come la società “responsabile dell’accaduto”, solo perché il marchio è importante e fa notizia).

L’approccio corretto richiede che anzitutto si abbia esatta conoscenza dei fatti. Il che, nel caso specifico, trattandosi di lavoratori dipendenti della ditta incaricata della manutenzione, richiede esclusivamente la risposta a queste domande: << 1. Gli obblighi di cui all’art. 26, d.lgs. 81/2008 e succ. mod., anche in riferimento ai successivi artt. 28-30, sono stati regolarmente osservati? – 2. In caso negativo, chi ha commesso una violazione, come, quando e perché?>>.

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