La responsabilità penale delle società spagnole

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La responsabilità penale delle persone giuridiche è ormai un principio ampiamente diffuso negli ordinamenti giuridici europei

di Enzo Colarossi

CostaCon un po’ di ritardo rispetto all’Italia, anche in Spagna è stata introdotta la responsabilità penale delle persone giuridiche. La Ley Orgánica 5/2010 ha infatti modificato il codice penale spagnolo introducendo per la prima volta diverse fattispecie di illeciti penali riguardanti le società commerciali. Si tratta, per molti versi, di una disciplina analoga a quella introdotta in Italia dal Dlgs. 231/2001.

Con un po’ di ritardo, dicevamo, perché anche in Spagna – come nella maggior parte degli ordinamenti giuridici europei – la responsabilità penale delle persone giuridiche è sempre stata oggetto di un acceso dibattito, vigendo il principio di diritto penale secondo il quale “societas delinquere non potest”.

 

Anche e soprattutto su impulso della normativa comunitaria, il legislatore spagnolo ha deciso di risolvere l’annosa polemica – per evidenti ragioni di politica criminale – a favore di coloro secondo i quali era necessario rinunciare a uno dei principi fondamentali del diritto penale, per riuscire a combattere efficacemente i reati commessi attraverso le società commerciali, la cui personalità giuridica veniva utilizzata in diverse occasioni come schermo giuridico per la loro perpetrazione.

Ai sensi dell’art. 31 bis del codice penale spagnolo (introdotto dalla citata Ley Orgánica 5/2010), sono due i casi in cui una persona giuridica può risultare penalmente responsabile:

  1. Quando il reato è commesso dagli amministratori o dai legali rappresentanti di fatto o di diritto della persona giuridica,  in nome e per conto di quest’ultima,  per ottenere un profitto.
  2. Quando il reato è commesso da persone distinte dagli amministratori o dai legali rappresentanti di fatto o di diritto della società, nel caso in cui, soggetti al controllo e all’autorità di questi ultimi, abbiamo potuto commettere l’illecito, in nome e per conto della persona giuridica e per ottenere un profitto, perché non è stato esercitato su di essi il dovuto controllo.

Come è ovvio, la Ley Orgánica 5/2010 ha introdotto importanti modifiche anche in materia di diritto ambientale. Come viene precisato nella relazione che accompagna la legge, le modifiche in tema di reati ambientali rispondono alla necessità adattare le norme penali spagnole alla legislazione comunitaria. È stato così modificato il Titolo XVI del Libro II del codice penale, che disciplina i reati relativi al territorio, alla protezione del patrimonio storico e all’ambiente. A tal riguardo, le modifiche introdotte sono diverse e molto rilevanti. È stato previsto infatti un inasprimento generale delle pene, come ad esempio per il reato urbanistico (art. 319), per il reato di emissioni ambientali (art. 325) e quello di deposito di rifiuti tossici o pericolosi. Sono state inoltre aumentate le condotte punibili, recependo così la Direttiva comunitaria 2008/99/CE in materia di protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale. In materia di deposito di rifiuti tossici o pericolosi, ad esempio, viene considerato punibile anche l’utilizzo di impianti pericolosi o il trasporto di rifiuti.

Altrettanto significative sono poi le modifiche in materia di misure ristoratrici. Nel caso di reato di costruzione non autorizzata, ad esempio, i tribunali possono adesso ordinare – oltre alla demolizione già contemplata dalla precedente normativa – il ripristino dello stato originario della realtà fisica alterata, nonché la confisca del profitto ottenuto con il reato. Anche in materia di misure cautelari, la Ley Orgánica 5/2010 ha introdotto importanti novità, prevendendone in alcuni casi l’adozione obbligatoria e non soggetta alla discrezione del giudice.

Si tratta dunque di una disciplina diretta a combattere e sanzionare quelle condotte illecite che spesso vengono realizzate attraverso le società commerciali. Anche per questo, la normativa prevede pene di tipo pecuniario e interdittivo (tra queste ultime il commissariamento della società), contemplando in determinati casi anche lo scioglimento della persona giuridica.

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