Intervista al Direttore Generale dell’ISPRA, dott. Stefano Laporta

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Interviste
Stefano Laporta

Il Direttore di questo blog, Claudia Pasqualini Salsa, ha intervistato il dott. Stefano Laporta, Direttore Generale di ISPRA. I passi dell’intervista confermano il ruolo attivo dell’Istituto nell’affrontare le tematiche ambientali secondo una visione omogenea e internazionale, con un occhio di riguardo non solo verso la ricerca, ma anche verso la formazione

di Claudia Pasqualini Salsa

Stefano LaportaD. Come noto, l’ISPRA ha raggruppato le competenze in passato attribuite ad APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici), INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare), enti oggi soppressi. Il processo di unificazione e coordinamento ha portato ad una omogeneità di visione?

R. E’ sicuramente un ruolo del tutto nuovo, quello ricoperto dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nato, come lei ha ricordato, dalla fusione di APAT, ICRAM e INFS; una vera e propria trasformazione che non modifica solo il nome, ma anche struttura e competenze.

 

Ho avuto il privilegio ed il delicato compito di guidare, prima in qualità di Sub Commissario, poi da Direttore Generale, questo accorpamento e di vederlo crescere fino a configurare questo Istituto quale punto di riferimento per la conoscenza e la trasmissione dei dati ambientali. Aggiungo che di recente è stato rafforzato anche il ruolo delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, mi riferisco al Sistema Nazionale per la protezione ambientale; per rispondere alla sua domanda, proprio il “fare sistema”, l’obiettivo che ci si è dati sia a livello nazionale che a livello locale, di omogeneizzare dati e informazioni, ha condotto e sta conducendo ad una visione globale della problematica ambientale mai finora raggiunta.

D. L’ISPRA collabora con numerosi organismi ed istituti ambientali scientifici e tecnici europei ed internazionali, partecipa a numerosi progetti europei finanziati da Programmi dell’UE relativi ad attività di ricerca e sviluppo, scambio di informazioni, training e capacity building (FP7, LIFE, ENPI). Suoi esperti prendono parte a gruppi di lavoro ed a comitati tecnico scientifici. Ospita ed organizza eventi, riunioni internazionali e study visit di delegazioni di esperti e scienziati stranieri interessati alle attività tecnico scientifiche dell’Istituto. Quali i risultati più significativi di tale attività? Quali Progetti ed esperienze ritiene più interessanti?


R. La partecipazione all’EPA Network, la rete informale dei Direttori delle agenzie ambientali europee, consente ad ISPRA di condividere le esperienze sull’attuazione delle politiche ambientali in Europa, in supporto ai rispettivi Ministeri, attraverso gruppi di interesse su tematiche comuni quali green economy, uso efficiente delle risorse naturali, cambiamenti climatici e adattamento, legislazione ambientale e inquinamento acustico. Le attività di cooperazione nei progetti di rafforzamento istituzionale e di “capacity building” in particolare nei paesi del Mediterraneo ed in quelli di pre-accessione hanno sicuramente contribuito a far percepire l’Istituto come punto di riferimento concreto per le agenzie ambientali di questi paesi nel loro avvicinamento alle esperienze comunitarie. L’ISPRA  riesce infatti ad essere competitivo a livello comunitario ed internazionale nei progetti in cui sono privilegiati gli organismi pubblici, aumentando anche l’influenza complessiva del nostro Ministero dell’Ambiente in tali paesi.

La collaborazione nel Programma Europeo per l’Osservazione della Terra (GMES) e nel Programma Globale (GEO), in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, valorizza le competenze di ISPRA in numerosi gruppi di lavoro e progetti comunitari, con il duplice risultato di influenzarne i percorsi e beneficiare dei risultati nelle proprie attività di monitoraggio, gestione dati e reporting.

Per quanto riguarda la partecipazione a progetti europei, l’Istituto ritiene fondamentale sfruttare i finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione, perché offrono numerose opportunità anche rispetto alla crisi in corso; è proprio con questa finalità che sono state organizzate numerose giornate formative per cogliere ancora di più tali opportunità, sia nell’ambito del 7° Programma Quadro di R&S che del Programma LIFE plus. Ed i risultati non sono tardati: nel corso di quest’anno, sono già stata presentate circa 40 proposte, mentre sono circa 50 i progetti in svolgimento.

D. L’ISPRA, tra le molte competenze, ha competenze specifiche in tema di AIA statale e di bonifiche. Si tratta di due settori di particolare importanza, in ordine ai quali le chiediamo le priorità fissate dall’Istituto.


R. Il delicato tema dell’Autorizzazione Integrata Ambientale ha visto il coinvolgimento dell’ISPRA sia nella fase cosiddetta “ascendente”, ovvero quella di preparazione dell’atto autorizzativo, sia nella fase cosiddetta “discendente”, quella dei controlli che seguono l’atto autorizzativo per la verifica delle prescrizioni e degli obblighi delle aziende autorizzate.

Per la fase ascendente l’ISPRA ha sottoscritto, negli anni passati, una Convenzione con il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare per garantire il supporto tecnico e amministrativo ai lavori della Commissione nazionale chiamata a rilasciare le autorizzazioni. Nel proprio lavoro, la Commissione ha operato presso l’ISPRA.

I compiti dell’Istituto nei controlli, sono invece compiti istituzionali che si originano nel Testo Unico Ambientale e che vedono coinvolto l’Istituto in coordinamento con le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente. Significative risorse sono state investire nell’organizzazione di modalità di controllo ispirate alle norme comunitarie. In collaborazione con le Agenzie Regionali, sono stati già realizzate importanti interventi strutturali finalizzati a semplificare e informatizzare l’intero scambio di documenti e informazioni tra Autorità Competenti, ISPRA e aziende controllate, a promuovere la certificazione di qualità dei processi di controllo ambientale e ad  individuare e attuare nuovi strumenti di controllo ambientale e di monitoraggio delle prestazioni, al fine di conciliare le risorse disponibili con una richiesta di intervento presumibilmente sempre crescente.

D. Che risultati ha dato il Programma di Formazione ed Orientamento ISPRA/Università italiane?

R. L’ISPRA, ormai dal 2003, cura lo svolgimento di tirocini di formazione e orientamento rivolti a laureandi e neo-laureati presso le proprie strutture, finalizzati al completamento del percorso formativo e all’acquisizione di nuove competenze sulle tematiche ambientali. In risposta al crescente interesse delle Unità tecniche dell’Istituto per questo strumento formativo, è stata stipulata nel novembre 2010 una convenzione triennale con la Fondazione CRUI (agenzia operativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) per la realizzazione di un Programma di tirocinio. La convenzione ha consentito all’ISPRA di coinvolgere, nei propri programmi formativi, tirocinanti provenienti da numerosi Atenei (sono 33 le Università che hanno finora aderito) ed ha permesso all’Istituto di avere un ruolo attivo nella programmazione e proposizione dei Progetti formativi, nonchè di adottare modalità più trasparenti per la selezione dei candidati.

Nel 2011 e 2012 sono state attivate complessivamente 4 sessioni di tirocinio, cui hanno partecipato 60 studenti e neo-laureati che hanno elaborato tesi di studio e ricerca con la guida e la supervisione di esperti ISPRA in veste di tutor. Inoltre, si è appena chiuso il bando per la terza sessione del 2012, nell’ambito del quale sono stati proposti 20 nuovi progetti formativi.

Il Programma di Tirocinio ISPRA-Università italiane è stato inserito nel Sistema di Qualità ISO 9001, adottato da ISPRA. Nell’ottica del miglioramento continuo, propria di tale sistema, viene svolto un costante monitoraggio, i cui risultati mostrano un elevato livello di soddisfazione da parte dei tirocinanti e dei tutor.

D. La mappa d’Italia cliccabile, divisa per Regioni/Province Autonome,  è strumento innovativo. Quali sono gli utenti che più la utilizzano?

R. La carte Geologiche on-line consentono di mettere a disposizione di tutti i cittadini le informazioni riguardanti il sottosuolo. Cosa si trova sotto in nostri piedi è una domanda alla quale spesso non riusciamo a dare una risposta esaustiva e la consultazione delle mappe geologiche è un valido aiuto a trovare queste risposte. Al momento il numero maggiore di utenti è rappresentato dai professionisti del settore (geologi, ingegneri, architetti) e dagli studenti sia universitari sia di scuole secondarie inferiori e superiori. Il passo successivo sarà quello di rendere tali informazioni comprensibili anche per tutti i cittadini che non hanno specifiche conoscenze tecniche, favorendo in Italia la crescita culturale sulla salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

D. Questo è una momento di transizione per l’ISPRA. Può anticiparci talune prospettive?

R. Sicuramente la dotazione di una nuova struttura organizzativa, che rispecchi la natura dell’Istituto e accorpi le diverse competenze senza sovrapporle, è una delle priorità che i vertici si sono imposti di raggiungere quanto prima. L’ISPRA rappresenta una sfida per tutti, per noi in quanto Organi dell’Istituto, ma anche per tutti i lavoratori che stanno mettendo le loro professionalità a disposizione del Paese. Una sfida che si vincerà solo se tutti contribuiamo in modo positivo e propositivo. E’ una sfida che abbiamo accolto con entusiasmo e che vogliamo portare avanti nell’interesse complessivo del Paese, perché un Istituto come questo, che unisce le due parti fondamentali della ricerca, quella finalizzata al tema ambientale e quella relativa ai controlli, deve necessariamente rappresentare una realtà operativa e funzionare al servizio delle Istituzioni ma soprattutto dei cittadini.

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