Il disastro della petroliera Prestige: iniziato in Spagna il processo

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Lo scorso 16 ottobre è iniziato in Spagna il processo contro i presunti responsabili del disastro ecologico della petroliera Prestige

di Enzo Colarossi

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Il 16 ottobre del 2012 si è aperto in Spagna, dinanzi al Tribunale di La Coruña, il processo per il disastro della petroliera Prestige, che il 19 novembre 2002 affondò al largo delle coste della Galizia. Si tratta del più grande processo della storia spagnola per un reato ambientale, che vede imputati il capitano, il primo ufficiale e il responsabile della sala macchine della petroliera, nonché il direttore generale della marina mercantile. Il governo spagnolo si è costituito parte civile per il risarcimento del danno ambientale, stimato in oltre 2.000 milioni di euro.

Anche a seguito di quel disastro, nel 2007 è entrata in vigore in Spagna una legge in materia di responsabilità ambientale (Ley 26/2007, de 23 de octubre, de Responsabilidad Medioambiental) che, oltre a recepire la direttiva comunitaria 2004/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, ha dato concreta attuazione all’art. 45 della Costituzione Spagnola del 1978 in materia di utilizzo razionale delle risorse naturali, il quale recita: “1. Tutti hanno diritto a un ambiente adeguato per lo sviluppo della persona, così come il dovere di conservarlo; 2. I poteri pubblici proteggeranno l’utilizzo razionale di tutte le risorse naturali, al fine di tutelare e migliorare la qualità della vita e difendere e ripristinare l’ambiente, trovando sostegno nella indispensabile solidarietà collettiva; 3. Per coloro che violino quanto previsto nel paragrafo precedente saranno previste, nei termini stabiliti dalla legge, sanzioni penali o, eventualmente, amministrative, così come l’obbligo di riparare il danno causato”.

La legge 26/2007 non contempla infatti i danni causati a persone o proprietà, ma solo quelli causati a deteminate risorse naturali quali il suolo, l’acqua, gli habitat protetti, ecc. Tutela il danno ecologico puro, ossia il danno causato alle risorse ambientali indipendentemente dalla loro titolarità pubblica o privata, dando attuazione a due principi fondamentali della normativa comunitaria: il principio della prevenzione e il principio “chi inquina paga”. La legge prevede inoltre una responsabilità oggettiva e una responsabilità derivante da colpa o negligenza, introducendo una presunzione relativa di causalità nel caso di determinate attività (contenute in un allegato) considerate idonee a causare un danno ambientale. In virtù di questa presunzione, gli autori di tali attività sono considerati responsabili del danno ambientale, salvo che provino che il danno non si è verificato.

In sostanza, la legge mira a far sì che le imprese si facciano carico della prevenzione e riparazione dei danni ambientali, dovendo esse ripristinare – ove possibile – lo stato delle risorse naturali. Tuttavia, avendo un effetto retroattivo al 30 aprile 2007, non è applicabile al danno della Prestige, il cui evento si è prodotto nel 2002.

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