I maggiori rischi e le sfide del cambiamento climatico

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Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico come fattore di rischio

di Paola Trapletti

Cambiamento climaticoIl cambiamento climatico è oggi una realtà che preoccupa le persone per l’impatto sulle loro vite quotidiane e sull’economia.
Anche se gli effetti percepiti non sono quelli eclatanti che si vedono nei colossal americani (giganteschi iceberg, enormi onde o lingue di magma che inseguono cittadini terrorizzati) non sono di certo meno preoccupanti.
Verosimilmente, quello che ci aspetta sono: estati gradualmente più calde, ondate di calore, siccità, alluvioni e molti altri eventi meteorologici estremi, più frequenti ed intensi, areali e habitat di piante e animali che si spostano o spariscono, cicli idrogeologici che mutano….

Questi temi sono stati affrontati il 20 maggio 2013 presso l’Università Bocconi, nell’ambito di un ciclo di seminari sul rischio.
In particolare, meritano attenzione i dati che emergono dall’indagine AXA/ IPSOS 2012 rivolta a circa 13.000 persone dai 18 anni in su, residenti in 13 paesi e 3 continenti. Nove persone intervistate su dieci credono che il clima sia cambiato in maniera significativa negli ultimi venti anni e si dichiarano preoccupate per le possibili conseguenze del cambiamento climatico. La causa di preoccupazione citata più frequentemente è il cambiamento nei livelli di precipitazioni che portano ad inondazioni (80%), seguito dal costante aumento delle temperature medie (79%), siccità (78%) e scarsità dei raccolti (78%).
Tra i paesi europei i più preoccupati vi sono l’Italia (92%, incluso il 51% di “estremamente preoccupati”) e la Spagna (91%, di cui 46% “molto preoccupati”).
Dati che non stupiscono considerato che, in Italia, i record storici della temperatura nazionale negli ultimi 200 anni mostrano come questa sia aumentata in media 1,7°C rispetto ai livelli pre-industriali, aumento maggiormente concentrato negli ultimi 50 anni (tale crescita è quasi doppia rispetto a quella registrata per le medie globali).
A ciò si aggiunga che l’aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi potrebbe avere conseguenze particolarmente gravi sul territorio italiano, essendo composto da zone con un’alta vulnerabilità ai disastri naturali di larga scala. Il 45% delle persone e il 50% delle imprese vive ed opera in zone ad elevato rischio di alluvione. Le aree a rischio molto elevato di frane e smottamenti coprono una superficie di quasi 18.000 km, pari al 6,1% dell’intero territorio italiano.
Per quanto riguarda i risvolti economici, tenendo conto anche dei danni causati da disastri naturali non connessi con il clima (terremoti ed eruzioni), è stato calcolato che, dal secondo dopoguerra ad oggi, l’ammontare dei costi sostenuti dallo Stato italiano per far fronte a tali eventi sia pari a 245 miliardi di euro.

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