EXPO 2015: innovazione nella tradizione ultracentenaria di Lucano

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Green Economy
Amaro Lucano ingrediente segreto

Ambiente è un vocabolo che ben si coniuga con salute, alimentazione, alimentazione salutare …. Nell’anno dell’EXPO milanese, dedicato alla sana nutrizione, abbiamo intervistato chi, forte di una tradizione familiare ultracentenaria, persegue con passione la qualità e genuinità del proprio prodotto.

Qui di seguito, la nostra intervista al dott. Leonardo Vena, Marketing Manager dell’Azienda Lucano e bisnipote del Fondatore.

1.    Dall’anno 1894 all’anno 2015: 121 anni di attività e quattro generazioni …  da fornitrice ufficiale di Casa Savoia, a … ?

« … A grande realtà nel panorama italiano e mondiale nella produzione e distribuzione di alcolici: E’ stata fondata nell’anno 1894 dal mio bisnonno, pasticcere di Pisticci, “paesello” da dove tutti noi proveniamo. Aveva studiato a Napoli, erboristica e pasticceria e si divertiva a fare tantissime ricette. La ricetta di maggior successo è stata appunto quella dell’amaro: l’amaro Lucano. All’inizio, veniva prodotto solo ed esclusivamente per i parenti e gli amici, poi la produzione pian piano si è allargata, per il passaparola, essendo “il regalo” che si portava quando si andava in visita, quando si usciva dal paese, … come ancora oggi, del resto. Pian piano l’azienda è cresciuta, prima laboratorio artigianale, poi – grazie al lavoro delle generazioni succedutesi dal fondatore ad oggi. Innovazione e tradizione costanti. Tradizione, perché azienda di famiglia, tutte le generazioni hanno sempre lavorato in azienda, dalla generazione del bisnonno fondatore, sino alla mia e di mio fratello. Innovazione, perché ci si è sempre evoluti, molto aperti, siamo stati tra i primi a fare pubblicità in televisione. Sin da subito i nonni hanno creduto nella televisione, che ha portato l’azienda da regionale a internazionale.»

 

2.    Ecco spiegato, allora, come mai l’azienda non sembra aver subito la crisi generazionale che colpisce la maggior parte della attività nel nostro Paese.  Specificamente, quale “nuova generazione”, voi cosa intendete apportare?

«  La “nuova” generazione – mia di mio fratello e sorella (quando deciderà di entrare anche lei in azienda) – è la quarta, che lavora di concerto con la terza, quella dei miei genitori. I miei genitori sono giovani, lavorano tuttora in azienda, ogni giorno … abbiamo ciascuno compiti diversi. Noi giovani abbiamo studiato fuori, lavorato fuori, abbiamo cercato di portare un nuovo modo di pensare, più vicino al mondo dei più giovani, di fare innovazioni legate al mondo del digital, forti però dell’esperienza di chi ci ha preceduto. I miei genitori conoscono bene l’azienda, sono stati sempre qui, conoscono le dinamiche del mercato. Stiamo cercando, anche se non sempre con facilità, perché spesso si discute e talora si litiga, di unire le idee e i pensieri, per portare avanti sempre meglio l’azienda.»

storia amaro lucano

L’amaro Lucano negli anni ’50

 

3.     La trasformazione da attività artigianale ad industriale  è stata imposta dal mercato o da precise scelte aziendali?

« E’ accaduto dopo la guerra: pian piano il piccolo laboratorio cresceva … i primi ambasciatori dell’amaro, come dicevo prima, sono stati i lucani che uscivano dalla regione e portavano le bottiglie in regalo a parenti e amici in giro per l’Italia… la domanda aumentava e quindi doveva aumentare anche la produzione e si è passati ad essere una realtà industriale. Del resto, erano gli anni del boom economico, in cui ciò che funzionava ed era buono aveva successo. Sicuramente, adesso il mercato è più veloce, ti richiede di evolverti e cambiare costantemente… l’azienda non è mai ferma, ma in continua evoluzione: ad esempio, a fine 2014 abbiamo acquisito il brand Limoncetta da Campari, uno dei pochissimi limoncelli IGP d’Italia, fatto solo con scorze di  limone di Sorrento. »

 

4.    E a cosa si deve l’ampliamento dei prodotti, dall’amaro tradizionale al limoncello, alla sambuca, al caffè?

« Riteniamo che tutti i prodotti fatti in un certo modo, conformemente a quelli che sono i nostri valori: ingredienti primo livello, qualità delle materie prime, attenzione alla produzione, ben si leghino  alla nostra storia. Del resto, non puoi proporti al cliente solo con un prodotto. Noi abbiamo un range ampio di prodotti, sia per il dopopasto italiano (amaro, limoncello, sambuca, caffè), sia per “il mondo della notte” (come distributori di vodka, gin, rhum). Abbiamo introdotto nel 2014 una linea Premium di prodotti dedicati solo al mondo della ristorazione di prestigio e un nocino, un mirto, una liquirizia.
Importante è che si tratti sempre di prodotti di qualità superiore,  con storie da raccontare: la storia è alla base dell’azienda, il prodotto deve identificarsi.»

5.    Con quale criterio scegliete le erbe che utilizzate per l’amaro?

« La ricetta “segreta” dell’amaro ha più di trenta erbe miscelate tra di loro: è sempre la stessa da 120 anni, è segreta perché solo mio padre sa la parte finale, che si tramanda di generazione in generazione. Prevede sempre le stesse erbe, sempre le stesse quantità, miscelate nello stesso modo. Noi acquistiamo e utilizziamo sempre gli ingredienti migliori, la qualità è per noi al primo posto, per le erbe, per l’alcool, tutto monitorato dai nostri dipartimenti di qualità.»

 

 

6.    Come pensate di interagire con EXPO 2015 a Milano? 

« Noi partecipiamo solitamente a tanti eventi, in giro per il mondo. L’EXPO è una vetrina importantissima e noi saremo presenti con una serie di eventi “fuori EXPO”, cioè nella città di Milano. Alla fine dell’EXPO saremo presenti con una Fiera collegata a EXPO, che si chiama HOST, dedicata al mondo dei bar e ristoranti. Abbiamo già partecipato nel 2013, ma quest’anno la presenza sarà più importante: apriremo un “bar Lucano”, dove si potranno degustare i nostri prodotti e i nostri cocktails.  A marzo parteciperemo a Vinitaly, che pur non essendo direttamente collegata a EXPO, avrà di certo molti visitatori esteri mossi dal fatto che questo è, in sintesi, “l’anno dell’EXPO di Milano”. »

 

 

 

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