Educazione ambientale a scuola: notizia positiva o negativa?

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Politica & Ambiente
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di Lorenza Tassi Montolivo

L’educazione ambientale diventerà una materia scolastica obbligatoria a partire dall’anno 2015/2016. Così è stato deciso dal Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dell’Istruzione .

Gli studenti inizieranno ad occuparsi di tematiche ambientali sin dalla prima elementare e proseguiranno l’iter di studi sino alla maturità, con riguardo anche alla tutela degli animali e all’alimentazione. Si è ipotizzata dunque più formazione sul nostro patrimonio ambientale e sulle biodiversità tipiche del nostro territorio.

L’introduzione dell’educazione ambientale come materia obbligatoria non costituisce a priori una notizia positiva: lo sarà, solo nei limiti in cui l’insegnamento non scada sul terreno della “ageografia” (visione idilliaca della natura), della demagogia e delle contrapposizioni ideologiche.

L’Italia si allinea dunque agli altri paesi dell’Unione Europea che già da anni hanno inserito l’educazione ambientale nei programmi scolastici degli alunni. La Francia, ad esempio, ha adottato da anni un progetto di zonizzazione verde delle principali città, non ultima Nizza con la cosiddetta Coulé Verte.

Resta, tuttavia, da comprendere come l’Italia riprodurrà il modello straniero adattandolo alle proprie esigenze.

Ci auguriamo, dunque, che gli insegnanti sappiamo trasmettere il giusto messaggio: che l’ambiente è un bene pubblico, che la civile convivenza degli uomini sul territorio richiede il rispetto dei diritti di ciascun soggetto, l’adempimento degli obblighi di ognuno, la tutela dei beni pubblici, che l’esplicazione dell’attività di controllo è lo strumento per riportare alla legalità situazioni compromesse. Un danno ambientale, un fenomeno di inquinamento, il verificarsi di “un incidente” altro non sono che la lesione del bene pubblico-ambiente, del diritto altrui alla salute, il mancato adempimento di un obbligo di legge, la palese violazione del principio del neminem laedere.

L’auspicio dunque è che dall’insegnamento dell’educazione ambientale scaturiscano meno manifestazioni folcloristiche e più cittadini consapevoli e responsabilizzati.

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