DIRITTO DELL’AMBIENTE E RELIGIONE CATTOLICA

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Etica ambientale
san pietro

Per l’ordinamento giuridico, il bene-ambiente è un bene pubblico, difeso dal legislatore comunitario e nazionale.
Il diritto dell’ambiente – come noto – è l’insieme di norme generali e di leggi speciali appartenenti a differenti rami del diritto, che hanno quale fine comune la tutela del bene ambiente e la repressione di comportamenti lesivi di tale bene.  Il suo fondamento sta nei Programma di Azione in Materia di Ambiente varati dall’Unione Europea dall’anno 1973 ad oggi.

Per la Chiesa Cattolica, la terra è la nostra casa comune, di cui avere “cura”. Con questo spirito, è stata emanata la Lettera Enciclica “Laudato si”“ di Papa Francesco., nel dichiarato intento di << riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta >>.

Il Pontefice, nelle premesse, illustra la struttura dell’Enciclica come segue:

  • un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile, lasciarcene toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale indicato nell’Enciclica
  • la ripresa di alcune argomentazioni che scaturiscono dalla tradizione giudeo-cristiana, al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente
  • la ricerca delle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde. Così potremo proporre un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda. Alla luce di tale riflessione vorrei fare un passo avanti in alcune ampie linee di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale.
  • la proposta di alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana.

Ogni capitolo, sebbene abbia una sua tematica propria e una metodologia specifica, riprende a sua volta, da una nuova prospettiva, temi essenziali già affrontate nei capitoli precedenti, quali: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita.  In sintesi, tali temi non vengono mai chiusi o abbandonati, ma costantemente ripresi e arricchiti.

Il diritto e la religione cattolica, dunque, utilizzando metodologie differenti, prendendo le mosse da presupposti tra loro diversi, si propongono un medesimo scopo di tutela e prevenzione.

Ma ciò che soprattutto trova l’operatore del diritto in sintonia con l’Enciclica – qualunque sia la sua posizione nei confronti della religione cattolica – è la seguente affermazione del Pontefice:

<< Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i Vescovi del Sudafrica, «i talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio» (Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’Africa del Sud, Pastoral Statement on the Environmental Crisis , 5 settembre 1999).

In sintesi, il giusto approccio per affrontare i temi ambientali non è quello emotivo, né quello modaiolo, ma quello dell’oggettività giuridica, o della regola etica.

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