Combattere la povertà riducendo le emissioni di gas serra?

Comment

Green Economy Parliamone insieme Politica & Ambiente
images_federchimica jpl

NOTIZIE DAL 20° WORKSHOP TACEC

Lo scorso 9 Luglio, presso l’ Auditorium di Federchimica a Milano, si sono tenuti il 20° Workshop TACEC e il 5° Workshop SPiCE3. Il tema era strettamente connesso alle politiche sul cambiamento climatico: ci si chiedeva in particolare se sia possibile al contempo sviluppare progetti a basso impatto ambientale e combattere la povertà.

Le risposte sono state approfondite e molto interessanti e verranno riprese da questo blog con approfondimenti tematici. Ciò che è comunque emerso in maniera chiara è il fatto che oggi le aziende sono obbligate a tener conto riduzione delle proprie fonti di emissione: sia perchè costrette da cambiamenti climatici sempre più evidenti, sia perchè persino nel cambiamento climatico – grazie alle recenti normative – ci sono importanti opportunità economiche da cogliere.

Il riferimento è ai certificati bianchi: oggi, è concreta l’opportunità di ridurre globalmente i gas serra e al contempo fare business. Anche per imprese non nel ramo delle energie rinnovabili, è possibile ridurre il proprio impatto ambientale e guadagnare. Come? Attraverso altre imprese, specializzate nello sviluppo di progetti sostenibili finalizzati al recupero della spesa e alla riduzione dell’impatto. E spesso, addirittura, attraverso interventi straordinari per ridurre la povertà nei paesi del Terzo Mondo.

Approfondimento a parte merita il discorso sugli obiettivi di Kyoto (il protocollo per la riduzione dei gas serra siglato del 1992): il Workshop ha messo criticamente in luce come molti degli obiettivi, che dovevano essere raggiunti entro il 2012, sono stati raggiunti anche e soprattutto per causa della crisi. Essa ha difatti abbattuto notevolmente i consumi, e se oggi l’Italia ha consumato per il quadriennio 2008-2012 solo poco più di quanto era previsto dall’accordo è stato grazie al suo effetto. Ma ciò apporta un beneficio – oltre che all’ambiente – anche al deficit nazionale: infatti non si dovranno acquistare da paesi che hanno consumato poco o pochissimo ingenti “diritti” ad inquinare di più. Questo meccanismo è previsto anche per il protocollo 20-20-20, e cioè dall’accordo sottoscritto dagli stati europei finalizzato ad abbattere i consumi anche dopo la scadenza del protocollo di Kyoto. Per il 2020 si prevede, se le proiezioni saranno confermate, il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (-20%) e di aumento della quota di energie rinnovabili (almeno il 20% sul totale). Mentre l’aumento dell’efficienza energetica (consumi -20%) sarà raggiunto più difficilmente.

Questi temi saranno al centro dei prossimi approfondimenti del blog, rimanete in contatto per conoscerne gli sviluppi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>