Category Archives: I post di Luciano Valle

Il pasto come dono e incanto

Il cibo come “forma concreta della fecondità della Terra” e non più semplicemente come oggetto da consumare. Attraverso il cibo, l’uomo può ricostruire il suo rapporto con l’ambiente e tornare ad abitare nel mondo con un senso di sacralità rinnovata nei confronti della natura e degli altri esseri umani

di Luciano Valle

Copertina Dall'ecologia all'ecosofia

Il Progetto epistemico che propongo qui è una nuova filosofia, una nuova ecosofica concezione del rapporto col cibo. Fuori e oltre l’ovvietà empirico-quotidiana perché, come noi non sappiamo più “Abitare” ma solo occupare spazi, così non sappiamo più mangiare ma solo ingurgitare, avere un rapporto meccanico col cibo oggetto.
E mi faccio aiutare dall’Oriente.
Nell’Oriente il rapporto col cibo ha a che fare coll’illuminazione:
- L’illuminazione (il satori) in Buddha avviene non dentro la fase dell’ascetismo e dell’astinenza dal cibo: ma proprio a contatto col cibo. Un contatto che non è empirico-meccanico: l’uomo nuovo, preparato da anni di ascesi, macerazione e digiuno, quando esce dalla foresta e incontra il cibo offertogli da una graziosa fanciulla, grazie a un salto di discontinuità ha l’illuminazione e, sotto l’albero di Bodghaya, diventa Buddha.
- Nel taoismo il respiro e un certo tipo di cibo aprono all’immortalità.
- Nello zen l’autentico mangiare e bere sono illuminazione: allora satori-illuminazione diventa mangiare quando si ha fame (il “mangiare con consapevolezza” di Thich Nhat Hanh).

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Alle origini del Progetto “Etica ed Ecologia in Agricoltura” Rachel Carson

Dedicato a Rachel Carson, il primo dei post per conoscere i protagonisti dell’Ecosofia

di Luciano Valle

Dall'ecologia all'ecosofia

Rachel Carson (1907-1964) è la figura di scienziata e militante che, innalzando le campagne americane – e il modo di produzione agricolo ad esse connesso – a laboratorio scientifico di analisi ed etico di denuncia, ha inaugurato, all’inizio degli anni ’60, una vera e propria stagione epistemica: quella che è stata definita una nuova “era” della storia dell’umanità. “Era dell’ecologia”, con le parole di Al Gore.
Con Primavera silenziosa la Carson – lo sottolinea sempre Al Gore nella prefazione all’edizione del 1994 – apre gli occhi sulla questione ambientale “non solo alla nazione” americana, ma a tutto “il mondo”, cambiando “il corso della storia”.
Un libro-culto, la cui autrice, pur se attaccata ferocemente dall’establishment scientifico-chimico legato alla produzione di pesticidi, fu protetta dal presidente Kennedy che parlò del libro in una conferenza
stampa ed istituì un Comitato di Saggi le cui conclusioni scientifiche a sostegno della Carson aprirono anche nel mondo politico organizzato e nel Congresso americano spazi e percorsi di mobilitazione a tutela della terra e di un’agricoltura custode della bellezza.
Un’apertura che rende ragione di come Primavera silenziosa abbia da subito contribuito a formare l’identità culturale ed etica della nuova generazione di “democratici americani”. Come accadde per il futuro Vice Presidente USA Al Gore, i cui percorsi adolescenziali – ispirati dalla madre, moglie di un senatore democratico – attraversarono le pagine della Carson.

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La bellezza deve governare il mondo

Etica ambientale I post di Luciano Valle

La bellezza come chiave della sostenibilità

di Luciano Valle

Dall'ecologia all'ecosofiaCresce il pericolo oggi nel mondo. Non soltanto perché aumenta il livello di CO2, ma anche perché ogni giorno spariscono 60 specie viventi e ogni anno spariscono 12 milioni di ettari di foresta, mentre si desertifica una superficie pari all’insieme di Piemonte e Lombardia.

Perché, soprattutto, continua quell’impostazione di vita e di etica antropocentrica che è insopportabile e insostenibile non solo per l’equilibrio della vita, ma anche per la dignità degli esseri viventi, umani e non umani.

Sono trascorsi appena 25 anni da quando il Rapporto Brundtland proclamò la necessità dello “sviluppo sostenibile”. Una categoria gloriosa, ma che ormai appare inservibile, banalizzata come oggi si presenta. “Sostenibile” per chi?

Solo per noi esseri umani? E’ “sostenibile” uno sviluppo che elimina 60 specie viventi al giorno? E’ “sostenibile” uno sviluppo in cui quattro anni fa per un’errata valutazione sono sparite dal nostro paese 25 miliardi su 50 di api?

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Verso un nuovo umanesimo planetario

I leitmotiv del pensiero di Luciano Valle, autore del recentissimo “Dall’ecologia all’ecosofia

di Luciano Valle

Dall'ecologia all'ecosofiaSe mi si chiede di declinare il concetto di bellezza, metterei senz’altro al primo posto la categoria del silenzio o, meglio, dell’apertura, definita dal silenzio, allo scenario della bellezza. Senza il silenzio non c’è bellezza: non parlo solo del silenzio fisico – che è già un grande risultato – ma di un silenzio più profondo, di quello che la mistica cristiana e la mistica orientale chiamano “vuoto”. Un uscire da questo io, dalle categorie egocentriche di un Cartesio,che definiva l’uomo “padrone e possessore del mondo”.

Silenzio, allora, su questo allargamento smisurato dell’io.

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