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Author Archives: Claudia Pasqualini Salsa

ECOREATI: CONDANNA O PREVENZIONE?

Il Dosssier  << Ecoreati nel codice penale: numeri e storie di una legge che funziona>>, presentato da Legambiente il 16 maggio 2017, è stato salutato dai commentatori che si occupano di temi ambientali, come testimonianza di un “bilancio positivo”. Ciò, sulla base del fatto che nel Dossier vengono elencati il numero di reati sanzionati nell’anno 2016, puntualmente indicando la Regione con maggiori ecoreati, quella con il maggior numero di denunciati, quella con il numero più alto di aziende coinvolte.

Errore clamoroso.

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IL CALCIO INCONTRA LA CULTURA … ANZI, IL CALCIO È CULTURA

L’acquisizione dell’Internazionale F.C. da parte della società privata cinese Suning ha fornito lo spunto al Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi interculturali dell’Università degli Studi di Milano e all’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano per avviare un progetto di spessore, volto ad investigare la dimensione culturale del calcio e la cultura che lo accompagna e se ne nutre, accentuandone la valenza di strumento per accedere alle pratiche di mediazione interculturale.

Il progetto comprende sia attività didattiche e seminari nell’ambito degli studi linguistici e degli studi culturali, sia conferenze concernenti il tema del calcio quale spazio e pratica di mediazione.

Nella sessione del 14 marzo 2017 presso l’Aula Magna dell’Ateneo di Piazza Montanelli, si è svolta la “prima tappa” del percorso.

Le profonde motivazioni dell’iniziativa sono state evidenziate con rapidi tocchi dalla prof. Alessandra Lavagnino, Direttore dell’Istituto Confucio, dalla prof. Bettina Mottura, Direttore scientifico del Contemporary Asia Research Centre, dal prof. Gianni Turchetta, Direttore del Dipartimento.

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SFALCI E POTATURE : RIFIUTI ORGANICI O NO? LA QUESTIONE ALL’ATTENZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Il Collegato Agricoltura, approvato nel luglio 2016, ha previsto l’esclusione di “sfalci e potature” dalla disciplina dei rifiuti. Conseguentemente, in Italia, a partire dal 25 agosto 2016 “sfalci e potature” possono non essere considerati rifiuti organici e quindi destinati ad usi diversi da quelli previsti dalla normativa comunitaria.

Ciò, secondo il Commissario Europeo  all’Ambiente  Karmenu Vella, contrasta con la normativa europea dei rifiuti ed in particolare con la definizione di “rifiuto organico”. Secondo la Commissione, gli sfalci e le potature, se provengono da giardini e parchi, rientrano necessariamente nella definizione di rifiuto organico e devono essere correttamente gestiti in linea con gli obiettivi di cui all’artt. 4 e 13 della direttiva 2008/98/CE.

La Commissione Europea solleverà la questione con le Autorità italiane competenti.

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FINE DEI LAVORI: PERMANE L’OBBLIGO DI VIGILARE SULLA SICUREZZA DEI LAVORATORI

La sentenza n. 19208 del 9 maggio 2016 della IV Sezione della Corte di Cassazione Penale, conferma che il cantiere non può considerarsi chiuso una volta ultimati i lavori di carpenteria: per gli addetti resta dunque l’obbligo di vigilare sulla sicurezza degli operai.

Ciò che mantiene operante il ruolo del coordinatore per l’esecuzione dei lavori non può essere tanto il mancato completamento delle attività inerenti i lavori edili o di ingegneria civile, quanto piuttosto la persistenza di ulteriori fasi di lavorazione tipiche dell’attività di cantiere nel suo complesso.

L’esecuzione di lavori edili o di ingegneria civile serve, a connotare, in ragione del tipo di attività svolta, il cantiere temporaneo o mobile, ma non è sufficiente a definire anche i suoi limiti spazio-temporali «diversamente correlati al perfezionamento di tutte le fasi di lavorazione anche successive ai lavori edili o di ingegneria civile in senso stretto, funzionali al collaudo e alla consegna dell’opera».

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INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI AIA: QUANDO E’ ILLECITO AMMINISTRATIVO

Con sentenza n. 1947 del 17 gennaio 2017, la Sez. III della Corte di Cassazione Penale ha cassato la sentenza emessa dal Giudice di secondo grado, di condanna del legale rappresentante di una società di capitali per il reato di cui all’art. 29-quaterdecies, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 152/2006: di non aver osservato – in materia di emissioni sonore derivanti dallo svolgimento dell’attività – le prescrizioni generali impartite con la autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) rilasciata dalla Provincia; in particolare, avendo infranto il limite notturno di emissioni sonore, pari a 50 dB, previsto dal Piano comunale di classificazione acustica del Comune.
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REATO DI MOLESTIE OLFATTIVE: SUSSISTE ANCHE SE L’IMPIANTO E’ AUTORIZZATO

La sentenza n. 2240 della Corte Cassazione Penale, Sez. III, del 18 gennaio 2017 ribadisce il principio per cui – anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera – ove siano generate “molestie olfattive“, è comunque configurabile il reato di getto pericoloso di cose, non esistendo una normativa statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori. Il principio era già stato riconosciuto dalla stessa III Sezione Penale della Cassazione con sentenza n. 36905 del 18 giugno 2015 e con sentenza n. 2475 del 9 ottobre 2007.

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IL PUNTO SUL DANNO AMBIENTALE

Il legislatore nazionale ha enunciato il concetto di danno ambientale sino dall’ormai lontano 1986. L’art. 19 della l. 39/1986 istitutiva del Ministero dell’ambiente, infatti, ne formulava una definizione opportunamente vasta: le conseguenze di qualunque comportamento umano contrario a norme giuridiche o ad atti amministrativi, di natura dolosa oppure colposa, che provochi danno, alterazione o deterioramento anche parziale dell’ambiente. Inoltre, indicava il Giudice ordinario quale giudice competente per le azioni di risarcimento del danno ambientale.

La normativa ha trovato faticosa e sporadica applicazione.

Nell’anno 2004, è intervenuta la direttiva 2004/35/UE che ha codificato per gli Stati membri un quadro giuridico per la responsabilità ambientale, basato sul principio «chi inquina paga».

La direttiva definisce il <<danno>> come mutamento negativo misurabile di una risorsa naturale, o un deterioramento misurabile di un servizio di una risorsa naturale, che può prodursi direttamente o indirettamente. L’entità di tali effetti è da valutare in riferimento alle condizioni originarie, tenendo conto dei criteri dettati dalla direttiva stessa.

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L’INCIDENTE MORTALE DI PRIOLO

Come noto, ieri 9 settembre 2015, nello Stabilimento Eni-Versalis di Priolo è accaduto un tragico infortunio sul lavoro che ha causato la morte di due giovani operai.

Come in tutte le morti sul lavoro, l’accadimento dimostra di per sé che qualcosa nella gestione delle procedure di prevenzione e sicurezza non ha funzionato e che quindi sussiste la “colpa giuridica” di qualcuno.

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DIRITTO DELL’AMBIENTE E RELIGIONE CATTOLICA

Per l’ordinamento giuridico, il bene-ambiente è un bene pubblico, difeso dal legislatore comunitario e nazionale.
Il diritto dell’ambiente – come noto – è l’insieme di norme generali e di leggi speciali appartenenti a differenti rami del diritto, che hanno quale fine comune la tutela del bene ambiente e la repressione di comportamenti lesivi di tale bene.  Il suo fondamento sta nei Programma di Azione in Materia di Ambiente varati dall’Unione Europea dall’anno 1973 ad oggi.

Per la Chiesa Cattolica, la terra è la nostra casa comune, di cui avere “cura”. Con questo spirito, è stata emanata la Lettera Enciclica “Laudato si”“ di Papa Francesco., nel dichiarato intento di << riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta >>.

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PROGETTAZIONE E SICUREZZA DEL LAVORO

L’esperienza quotidiana ricorda che ancora oggi è sottovalutato, se non disatteso, il principio per cui l’elemento sicurezza è fondamentale in ogni tipo di progettazione e intervento.

A questo proposito, la III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza 15 giugno 2015, n. 2941 è ancora intervenuta di recente, ritenendo legittima l’esclusione dalla gara di una società che non ha indicato i costi della sicurezza aziendale, che costituiscono elemento essenziale per la certezza, la determinazione e la congruità dell’offerta.

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